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Oltre ogni limite sulle acque del Po: l’Ivrea Canoa Club brilla a Torino

Domenica 14 giugno, il Circolo Eridano di Torino ha fatto da cornice a una giornata all’insegna dello sport, dell’inclusione e del coraggio. Quattro atleti paralimpici dell’Ivrea Canoa Club hanno sfidato le acque del fiume in una gara regionale di velocità portando a casa risultati straordinari, in un esempio brillante di dedizione e superamento dei propri limiti.

Ci sono gare che si vincono al cronometro, e altre che si vincono nel momento esatto in cui si ha il coraggio di scendere in acqua. Quella andata in scena sul fiume Po appartiene senza dubbio a questa seconda, meravigliosa categoria.

La squadra di paracanoa dell’Ivrea Canoa Club, accompagnata dai tecnici Guglielmo Piatti e Federica Pavetto, ha affrontato la competizione con grande tecnica e massima concentrazione.

I canoisti hanno sfidato le insidie del fiume in un momento particolarmente carico di adrenalina ed emozioni, reso ancora più speciale da un dettaglio non da poco: per ben due dei quattro atleti schierati dal club eporediese si trattava della prima gara ufficiale in assoluto. La tensione del debutto si è però sciolta al segnale di partenza, trasformandosi in grinta pura non appena le pagaie hanno iniziato a fendere l’acqua.

L’Ivrea Canoa Club si è presentata ai blocchi di partenza con una squadra compatta e determinata, dando battaglia sui 200 metri in K1 nelle categorie DIR A e ottenendo piazzamenti di grande rilievo agonistico.
Nella finale maschile, i portacolori della società hanno lottato con grande tenacia. Alessandro Pintus ha disputato un’ottima prova, conquistando il 2° posto. Anche Matteo Berta è salito sul podio, classificandosi al 3° posto. Giona Francia ha completato il successo di squadra chiudendo in 4a posizione.
Le grandi soddisfazioni per il club sono continuate nella finale femminile: Eugenia Ghirardo ha trionfato nella sua gara, aggiudicandosi un meritatissimo 1° posto.

La partecipazione dell’Ivrea Canoa Club a questa competizione va ben oltre la semplice cronaca sportiva. È la dimostrazione tangibile del lavoro straordinario che istruttori e volontari svolgono quotidianamente per garantire un accesso allo sport realmente senza barriere. Preparare quattro atleti per una gara di velocità di questo livello, accompagnandone due verso il loro esordio assoluto, richiede empatia, professionalità e un’incrollabile fiducia nel potenziale di ogni persona.

Domenica, sulle acque del Po, questi atleti hanno lanciato un messaggio potentissimo: l’acqua non fa sconti, ma non fa nemmeno differenze. Restituisce esattamente la forza e la passione che le vengono trasmesse con la pagaia. La gara di Torino non è un punto di arrivo, ma un entusiasmante trampolino di lancio verso i prossimi successi.

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